Iperdimensionale relativo
L'iperdimensionale relativo è una forma d'arte nata nel 2011 dall'intuizione dell'artista Andrea Moroni, le sue recenti osservazioni sul portato concettuale evidenziato dalla ricerca quantistica, lo hanno condotto all'elaborazione visiva di una poetica che è incentrata sulla creazione di elementi plastici, collocati in un universo multidimensionale e subatomico. Il “multiverso olografico” è la sintesi di una realtà descritta nelle opere dell’Iperdimensionale relativo in cui le deformazioni spazio-temporali si incastrano e si penetrano vicendevolmente, e superstringhe vibranti fluttuano all’interno di uno spazio a più dimensioni supercompatte. Lo spazio-tempo è dunque una costante fondamentale, la cornice all’interno della quale le fluttuazioni energetiche (o quanti) nascono, si combinano e muoiono dando vita ad una danza caleidoscopica senza fine. Fasci di luce caldi e freddi accarezzano le morbide superfici organiche disegnandone i profili: sono le alterazioni spazio-temporali tracciate dalle traiettorie di particelle elementari che popolano questo universo, ciascuna delle quali, corrispettivamente al proprio spettro energetico, gode di una propria gamma tonale. Come per la scienza, anche la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nell’Iperdimensionale relativo, che si serve delle più aggiornate tecnologie per dar modo agli artisti di esprimere una realtà molto complessa anche solo da immaginare. I software di modellazione tridimensionale sono il laboratorio preliminare nel quale realizzare complesse matematiche spaziali, attraverso le quali dar vita al multiverso successivamente rappresentato con il processo di rendering (nel caso di rappresentazioni pittoriche) o di fresatura (nel caso di rappresentazioni scultoree).
Roma, Gennaio 2011
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